Il mysterion dell’amore





Una situazione di esilio, una terra lontana da casa. Ma anche una terra che diventa relazione, una terra lontana da te che sei la mia casa. La storia che traduce Jovanotti è la storia di un amore quotidiano che, attraverso l’arte, diviene una vera e propria esperienza mistica. La storia di due ragazzi estremamente diversi si incrocia con la storia di due popoli in guerra fra loro. La storia di un amore che lotta per essere riconosciuto diviene la storia di una ricerca di Infinito e dell’Eterno, che solo lo sfondo di Gerusalemme riesce a spiegare bene. E, poi, la ricerca dell’amato e dell’amata diviene la ricerca d’amore che nella Scrittura ritroviamo nel Cantico dei Cantici o, come il titolo stesso, della canzone ci suggerisce, la ricerca dell’Amore che fanno i re Magi con la Stella cometa. Elementi che si rincorrono, si confondono, si incrociano fra sacro e profano, sotto il segno dell’amore. Questa è Stella cometa tradotta in italiano da Jovanotti e composta dai Radiodervish. Una canzone che nasce dall’esilio, tema che già nella Sacra Scrittura indica una dimensione relazionale fra il popolo e il suo Dio, la terra è infatti la concretezza dell’alleanza, ma anche l’origini dell’Adamo, di ogni essere umano. La terra lontana è la terra promessa, lacui ricerca non è solo quella del popolo di Israele, ma è anche la ricerca dell’altro nella sua essenza, sia per i due ragazzi della canzone, sia per noi oggi. L’amore è sempre ricerca dell’essenziale, di una terra promessa di cui, in qualche modo, ci sentiamo mancanti. Ricerca e mancanza si compenetrano e si alimentano a vicenda.
Ma la ricerca dice anche fatica. Perché l’amore non è solo ricerca disordinata, ma è anche un coltivare se stessi, un essere contadini del cuore, comprendere che la gioia mi costa sudore. Perché l’amore non è una questione di sentimenti, ma di essenza delle nostre relazioni. Molto spesso assimiliamo l’amore ad un vago sentimento che ci spinge verso l’altro, ma che manca di concretezza in quanto l’amore costa fatica ed è quando riusciamo a fare esperienza della fatica che stiamo amando davvero. E, poi, l’amore non è solo nella forza del sentimento, ma è molto di più. L’amore è anche una distanza! Infatti, l’amore ha bisogno di un ritmo di avvicinamento e di lontananza, per crescere e non soffocare. Questo ritmo è la distanza, dove la relazione fra l’amato e l’amata diviene una relazione che libera piuttosto che schiacciare. E qui c’è tutto il paradosso dell’amore: mi devo allontanare da te per vederti tutta intera, devo far finta che non ci sei per scoprire che sei vera. In questa distanza percepiamo tutto il mysterion dell’amore, tutto il suo mistero che ha bisogno di essere continuamente interpretato. Infatti, il mistero dell’amore è nel riconoscere come esso sia così profondo da poterlo vedere in tutte le cose, e tutte le cose le interpretiamo alla luce dell’amore. La ricerca dell’amore, allora, si colora di un elemento nuovo: il sacramento. Nella Tradizione della Chiesa il sacramentum è la mediazione attraverso cui Dio si ricomunica se stesso all’essere umano, e ogni uomo e donna cambia se stesso quando riceve un sacramento. Ebbene, l’amore è proprio questa comunicazione che unisce due persone e che le cambia. Nella parte non tradotta dall’arabo, infatti, si parla di una signora che cucina delle patate e che all’amato ricordano l’amata e l’amato può dire: mangiandole mangiavo te come una comunione. L’essenza dell’amore è, in sostanza, nella comunione. La Chiesa custodisce la comunione sacramentale che è l’eucarestia in cui converge la donazione e il mangiare, simboli dell’unione dell’amore. Infatti, l’eucarestia nella Chiesa è il fonte e culmine di tutta la vita, proprio come l’amore in sé e per sé. Poi, fra la fonte e il culmine dell’amore c’è il cammino della ricerca, perché la ricerca non è solo contemplazione dell’amore ma anche cammino. Per questo, il nostro amato scappa via, si mette in cammino, come tutti i grandi personaggi della Scrittura. Si mette in cammino e, camminando, riconosce se stesso attraverso l’amore che ricerca: un pellegrino, un cavaliere errante, un penitente, un mezzo deficiente. E, infine, il tempo dell’amore, la luce del sole è sparita, la foresta di popola di nuova vita.
Questo è l’amore! Potremmo dire tutto qui? Ma in realtà è molto più di quello che sembra da una parte perché solo chi è innamorato può conoscere l’amore e può riconoscersi attraverso l’amore, dall’altra perché è l’amore che lega, nel suo filo invisibile tutta la nostra vita. ed è l’amore l’unica forza che ci permette di mantenere i piedi per terra e di cercare nella nostra vita l’essenziale, come un re Magio con la sua stella cometa.

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