La meschinità delle piccole cose
Caro Pavel, molto
spesso sentiamo dire che ciò che conta sono le piccole cose. In realtà è molto
vera come affermazione, ma se guardiamo in maniera ancora più profonda, il dire
che le cose importanti sono sempre le piccole cose ci espone ad un rischio
grande: la meschinità. Infatti, se pensiamo che le cose più importanti siano
sempre e solo le cose piccole, che fine fanno le cose grandi? Ma per rispondere
a questa domanda, ci occorre farne un’altra: che cosa sono le cose grandi? Per
rispondere a questa domanda, procediamo guardando a ciò che è più importante,
ovvero, le piccole cose. Dunque, le piccole cose sono sempre legate o a degli
oggetti o a delle relazioni. Per quanto riguarda gli oggetti, le piccole cose
sono oggetti che compriamo per regalo, oggetti legati ad una dimensione di
dono. L’espressione “piccole cose”, vorrebbe in altre maniere, far perdere di
importanza o, meglio, non caricare di eccessiva importanza un dono che facciamo
agli altri. Molto spesso è una espressione che viene utilizzata per un essere
ricambiati nel regalo, apparentemente. In realtà, l’espressione “piccole cose”,
è un’espressione di cortesia per cui non vogliamo essere ricambiati nel dono
che facciamo. Tuttavia, se ci ricambiano, non ne rimaniamo sorpresi. Invece,
per quanto riguarda la relazioni, le “piccole relazioni”, sono per lo più
relazioni a due che hanno la particolarità di essere vissute giorno dopo
giorno. Quando ascoltiamo l’espressione “le relazioni si vivono nelle piccole
cose”, si intende sempre che sono i piccoli gesti a rendere salde le relazioni,
gesti quotidiani. Ora, dando importanza solo a queste relazioni, il rischio
grande della meschinità è quello di pensare che esistano solo queste piccole
relazioni. Così, una “piccola cosa” diventa il solo criterio per fare le cose,
il solo criterio a cui pensare, il solo criterio a cui adeguarsi. Le “piccole cose”,
dunque, rischiano di farci perdere di vita le “grandi cose”, viste sempre come
qualcosa di troppo astratto o troppo irrealizzabile. E così, pian piano, senza
accorgerci, mettiamo da parte le grandi cose a favore delle più piccole che,
quando non sono corrisposte, vengono ingigantite così a dismisura da
trasformare la realizzazione delle “piccole cose”, in un incubo. E questo è il
campanello di allarme per ogni meschinità. Le “grandi cose”, invece, quelle che
non hanno peso per le persone meschine, hanno dalla loro parte la possibilità
di realizzazione, la possibilità di pensare in grande e di elaborare qualcosa
che abbiamo come riferimento un orizzonte molto più ampio della semplice
relazione a due. Certo le cose grandi sono più rischiose in quanto no si
realizzano mai come le pensiamo noi, perché semplicemente pensiamo sempre in
piccolo, e hanno dalla loro il rischio di non essere mai realizzate
definitivamente. Ma, a dire il vero, le cose grandi non ci fanno essere
meschini ma ci fanno riconoscere, più semplicemente, piccoli. Anche rispetto a
noi stessi.



Commenti
Posta un commento